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venerd́ 19 aprile 2019
 
 
Imola Insieme 2009

 

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E’ giunta alla sua quindicesima edizione IMOLAINSIEME iniziativa con la quale Confcooperative BolognaCircondario Imolese e Legacoop Imola, hanno convenuto di presentare in maniera congiunta gli andamenti economici conseguiti dalle proprie aderenti. 

Prosegue dunque questa positiva esperienza che è divenuta ormai non più solo momento di rendicontazione economica e sociale del Movimento cooperativo imolese ma anche occasione condivisa e consolidata per proporre e discutere con la collettività, gli altri interlocutori economici e le istituzioni locali temi ed argomenti di interesse generale ed attualità, un diverso modo per far conoscere i valori e i principi della cooperazione e implementare la coesione sociale del nostro territorio anche attraverso la condivisione di obiettivi comuni, valorizzare l’operato della cooperazione come soggetto economico alternativo e non sostituibile del nostro sistema imprenditoriale.

L’iniziativa di presentazione del Rapporto economico e sociale 2008 del Movimento Cooperativo Imolese si inserisce quest’anno in un difficile contesto economico e sociale che vede coinvolta per la prima volta, quantomeno dalla prima edizione di IMOLAINSIEME, anche la Cooperazione Imolese e in cui la stessa vuole essere soggetto attivo e propositivo interrogandosi non sulle possibili evoluzioni della crisi ma, partendo dai propri valori di solidarietà, sussidiarietà e responsabilità sociale,  sulle prospettive e sulle iniziative che la cooperazione in quanto soggetto economico può offrire.  

Dall’analisi dei dati che seguono emerge, quest’anno per la prima volta, un quadro che dimostra come, anche il nostro territorio, di solito non scalfito o solo leggermente influenzato da congiunture negative, non possa pensare di uscire indenne da questa crisi globale. Certamente la forte patrimonializzazione delle nostre cooperative, i processi di innovazione da sempre e continuamente operati dalle stesse, le politiche di fidelizzazione della clientela, l’attenzione alla qualità dei prodotti/servizi offerti, le posizioni di leadership acquisite sui mercati nazionali ed esteri, aiuteranno ed avvantaggeranno rispetto alla concorrenza le nostre cooperative ma, alla luce degli eventi che si stanno verificando nell’economia nel suo complesso, è necessario rivedere tutte le strategie fino ad oggi applicate. E non sarà sufficiente puntare su razionalizzazione delle risorse, innovazione, efficienza e qualità, ma occorrerà forse rivedere il break even point riposizionandolo su livelli più bassi, ripensare le diverse aree di business, valutare politiche energetiche alternative. E in tutto questo l’intero sistema Paese non può non sentirsi coinvolto e non fare ciò che da troppo tempo ci si aspetta. Il rischio che permane sull’evoluzione della congiuntura richiede, per la sua gravità, che si continui a sostenere l’economia con decisione e con tutti gli strumenti a disposizione. Occorre essere consapevoli e predisporre per tempo strategie per il riequilibrio dei conti pubblici, ristrutturare il sistema finanziario nazionale, ed essere parte di quello più generale mondiale, avendo più regole, più capitali e meno debito perché lo stesso possa garantire sicurezza agli investitori e sostegno alle famiglie e alle imprese, ridisegnare l’insieme degli ammortizzatori sociali e attuare politiche per riavviare il mercato del lavoro affinché la decurtazione del reddito disponibile delle famiglie non riduca ulteriormente i consumi interni soprattutto in beni durevoli. E ancora. Occorre avviare le grandi opere infrastrutturali ed accelerare il completamento dei cantieri già aperti, anche a livello locale, onde far ripartire l’economia e dar sostegno alle imprese, ridurre i tempi di pagamento dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche, attuare misure di riduzione della spesa corrente, riformare la pubblica amministrazione anche riducendo gli adempimenti burocratici a carico delle imprese, calmierare la pressione fiscale attraverso efficaci manovre di contrasto all’evasione, accrescere la qualità del nostro capitale umano migliorando i livelli di apprendimento nelle nostre Scuole ed Università.

 

 Solo così le nostre imprese possono sperare di essere parte attiva della ripresa economica ed uscire più forti ancorché diverse da questa crisi.

 

 
 
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