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mercoledý 16 ottobre 2019
 
 
manuale della cooperazione Stampa E-mail

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Introduzione

Con l’approvazione da parte del governo dei decreti legislativi n. 5 e n. 6 del 17 gennaio 2003, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 22 gennaio 2003, si è provveduto a dare attuazione alla delega in materia di riforma del diritto societario e si è aperta una fase destinata ad influenzare in modo determinante il futuro dell’esperienza cooperativa in Italia.
Le nuove norme in materia di società cooperative rappresentano un risultato importante, frutto di un approfondimento di temi delicati e complessi, svolto dal governo e dalle commissioni parlamentari competenti in un proficuo confronto con le centrali cooperative.

Le novità introdotte sono molte. In pratica, il codice civile è stato riscritto pressoché completamente nella parte dedicata alle cooperative. Sono state assorbite moltissime norme che prima appartenevano alla cosiddetta “legislazione speciale”, con il risultato che numerosi istituti importanti ai fini della identificazione del modello cooperativo (riferibili alla partecipazione dei soci alla cooperativa, al ristorno, alla variabilità del capitale sociale, agli strumenti finanziari) trovano la loro sede legislativa nel codice civile.
Altro aspetto da non sottovalutare, in linea con gli indirizzi generali della legge delega, è l’importante ruolo affidato all’autonomia statutaria delle cooperative. Si riconosce ai soci cooperatori un’ampia possibilità di declinare gli istituti cooperativi in coerenza con le loro esigenze sociali ed economiche e con la specificità del rapporto mutualistico.

La riforma del diritto societario delinea inoltre un cambiamento profondo per la governance di tutte le società. Non è un caso che, per consentire a tutti gli interessati una approfondita conoscenza ed un’attenta valutazione delle implicazioni delle novità introdotte, l’entrata in vigore delle nuove norme sia stata fissata al 1° gennaio 2004, con proroghe in ordine al suo recepimento. Per le cooperative le novità sono state ancora più rilevanti e, per tale motivo, per loro il termine è stato posticipato fino al 31 marzo 2005, per procedere alle modifiche statutarie necessarie per adeguarsi alle nuove norme e recepire i nuovi istituti ed iscriversi al nuovo Albo nazionale delle società cooperative.
Da tutto questo appare evidente che per le cooperative si è aperta una fase nuova. Esse si trovano infatti di fronte ad un quadro normativo di riferimento con forti elementi di novità e di complessità, che si completa con le disposizioni in materia di rapporti di lavoro dei soci lavoratori, già contenute nella legge 3 aprile 2001 n. 142 e la nuova normativa sulla vigilanza.

Non va poi dimenticato che la riforma del diritto cooperativo ha definito nuovi parametri per stabilire la titolarità o meno delle cooperative a beneficiare di un peculiare regime fiscale, ponendo un problema di armonizzazione delle norme civilistiche con quelle fiscali. Con la Legge 30 dicembre 2004, n. 311 “Finanziaria 2005”, è stata delineata la disciplina tributaria delle società cooperative.
Insomma, come si vede, un quadro di riferimento articolato e complesso.
Per aiutare gli amministratori a svolgere al meglio la loro attività, per consentire ai soci di essere pienamente consapevoli delle nuove opportunità ed anche dei nuovi obblighi che le novità legislative implicano e per fornire un valido supporto a tutti coloro che si stanno avvicinando e guardano con rinnovato interesse al mondo della cooperazione o stanno pensando di avviare una attività imprenditoriale e di costituire una cooperativa, Legacoop Imola ha realizzato, con il contributo della Camera di Commercio di Bologna, questo manuale.
Con la presente pubblicazione, Legacoop Imola intende concretamente favorire l’attivazione di una nuova imprenditoria cooperativa, garantendo ai nuovi cooperatori il proprio appoggio e fornendo loro gli strumenti necessari sia in fase di avvio che in fase di gestione a regime.
Un manuale, pertanto, che propone una panoramica delle novità normative con un taglio operativo e che intende costituire un utile ausilio per tutti coloro che saranno chiamati a fare scelte importanti per il loro futuro, per il futuro delle loro cooperative, in definitiva per il futuro della comunità imolese.

Introduzione alla cooperazione

Cooperare, lo esprime con chiarezza l’etimologia della parola, vuol dire scegliere di operare insieme, unire sforzi, lavoro, iniziative, risparmi, nel tentativo di raggiungere un obiettivo comune in grado di generare conseguenze ed esiti socialmente desiderabili. Il modello cooperativo si propone come un’opportunità presente e futura per le nuove generazioni che intendono fare impresa.
La cooperativa è un modello d’impresa che deve competere sul mercato globale e produrre profitto, riuscendo, però, a conciliare il risultato economico con i bisogni dell’uomo e la solidarietà sociale. Non fonda la propria forza esclusivamente sul capitale, ma affianca ad esso la risorsa del lavoro dell’uomo e soprattutto la capacità di più uomini di esaltare la forza della mutualità.
La cooperazione è, in tal senso, un servizio alla persona e, attraverso di essa, alla famiglia, all’economia ed alla società. È un modello di democrazia e, di conseguenza, un processo di formazione e di crescita.
Il modello cooperativo, quindi, si presenta anche come modello educativo che prepara i cittadini al vivere insieme:
– rappresenta una opportunità per i giovani di unirsi per trovare un lavoro;
– non avendo come obiettivo il massimo profitto, la cooperativa permette anche l’utiliz•zo di mezzi materiali meno nocivi per la salute dell’uomo e per l’ambiente;
– responsabilizza i soci nella gestione della cooperativa stessa;
– favorisce la partecipazione e l’impegno sociale dei soci.

Queste caratteristiche si riassumono nello scopo mutualistico interno ed esterno, che si estrinseca nella possibilità di garantire ai propri soci taluni vantaggi, in relazione al-l’attività effettivamente svolta, nel rispetto del concetto di responsabilizzazione verso la società.

La funzione sociale e civile della cooperazione

Per 150 anni la cooperazione ha consentito di fare e diffondere impresa fra ceti e classi che altrimenti ne sarebbero stati esclusi. Ha saputo associare cittadini ed utenti trasfor•mando i bisogni sociali diffusi in impresa. Due esperienze di straordinaria modernità che, ancora oggi, possono dare un contributo di grande importanza ai problemi legati all’allargamento del mercato, all’occupazione ed alla riforma del welfare. Le cooperative nascono ed operano là dove la società esprime esigenze:
- nell’agroalimentare, dove le cooperative forniscono un servizio ai propri soci, conqui•stando mercato ai nostri prodotti tipici, garantendo qualità, tracciabilità e sicurezza;
- nel credito, dove le banche di credito cooperativo, con la loro vocazione localistica, sono rimaste praticamente le uniche aziende di credito di “proprietà” delle comunità locali;
- nella produzione e lavoro e nei servizi, nel turismo e nella cultura, consolidando e creando opportunità di occupazione;
- nell’abitazione, fornendo risposte di qualità a condizioni economiche vantaggiose alla richiesta di un alloggio in proprietà o in locazione, impegnandosi anche sui fronti della bioarchitettura e della risposta abitativa per lavoratori extraterritoriali;
- nella solidarietà sociale, interpretando insieme agli utenti bisogni insoddisfatti sia dal servizio pubblico che dal mercato;
- nella cooperazione fra consumatori, fornendo risposte in termini di qualità, salubrità e convenienza economica;
- nella cooperazione fra piccole imprese, per accompagnarle oltre i limiti della loro dimensione individuale.

Le cooperative, dunque, percepiscono tempestivamente i bisogni che cambiano e rigenerano la loro funzione sociale e civile.
Nel tempo hanno dato vita ad un sistema produttivo maturo, consapevole delle problematiche locali, profondamente radicato nel territorio, che ha prodotto numerosi posti di lavoro, ha via via qualificato e consolidato le sue imprese, ha difeso l’ambiente e rafforzato la coesione sociale.
Pensiamo alle cooperative che operano nell’ambito della solidarietà sociale e che costituiscono, ormai da anni, lo strumento più efficace per operare al servizio dei più svantaggiati, coniugando imprenditorialità e solidarietà.
Nella società contemporanea, a fronte della stazionarietà della domanda di beni, è aumentata la domanda di servizi, così, dall’emergere di nuovi bisogni a seguito di mutamenti demografici (vedi l’invecchiamento della popolazione) e sociali (vedi l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro), le cooperative si sono poste come interlocutore privilegiato fra le istituzioni e gli utenti. Infatti hanno creato nuove imprese che hanno aumentato l’occupazione e fornito tutti quei servizi alla persona ed alla comunità, non solo assistenziali, ma più in generale sociali (dagli asili nido, ai servizi collegati al lavoro) che, fino a pochi anni fa, erano gestiti direttamente dalle amministrazioni pubbliche centrali e locali.
La cooperazione, dunque, rappresenta un’esperienza culturale e professionale che non si esaurisce all’interno di se stessa e delle imprese attraverso le quali si esplica, ma si apre all’esterno diffondendosi come testimonianza sul territorio. La diffusione delle cooperative porta un contributo notevole sul piano delle utilità generali: dal riequilibrio del territorio, alla lotta all’esclusione, alla valorizzazione del capitale sociale.

Le opportunità offerte dalla forma cooperativa

Prima di avviare un’impresa, dopo avere sviluppato un’idea imprenditoriale, analizzato il mercato ed elaborato un progetto che consideri tutte le possibili variabili – avendo sempre presente la compatibilità economica – è indispensabile decidere la forma giuridica con la quale l’attività verrà gestita.
La forma cooperativa è sicuramente una delle più interessanti per chi intende dare vita ad una società. Le nuove cooperative, partendo dagli insediamenti produttivi presenti a livello locale, potranno trovare il loro naturale sviluppo sia nei settori tradizionali che in quelli innovativi.
La forma cooperativa può essere anche un valido strumento per affrontare il cosiddetto “passaggio generazionale” che, anche nel nostro territorio, si presenta particolarmente problematico, poiché un numero consistente di imprese è gestito da titolari in età avanzata e quindi interessati a ritirarsi dalla propria attività.
Inoltre, l’opportunità di costituire cooperative, anche di piccole dimensioni, è sicuramente d’aiuto sia ai giovani che intendono intraprendere attività in proprio, sia a coloro che vogliono cedere la propria azienda.
Infine potrebbero sorgere cooperative tra chi lavora all’interno di grandi imprese, al fine di gestire funzioni specifiche o alcune fasi di processi di esternalizzazione di attività e servizi.

La realtà cooperativa imolese

Il modello imolese è stato pensato e realizzato da uomini e donne che hanno saputo costruire un sistema virtuoso, fra piccole e medie imprese diffuse ed articolate nei vari settori e mondo della cooperazione, tra istituzioni democratiche, lavoro e bisogni sociali, che ci ha portato fino alla situazione di oggi, con una grande ricchezza materiale, ma ancora di più, con una grande cultura del fare e del fare insieme.
Il fine comune di tutti questi soggetti è stato quello di partecipare a definire, in modo democratico e trasparente, obiettivi condivisi ai quali ogni soggetto economico, sociale ed istituzionale, ma anche ogni cittadino, ha potuto fare riferimento nel proprio agire quotidiano, ponendo al centro l’interesse comune, il bene collettivo. Imola, anche grazie a questo modello sinteticamente tratteggiato, ha raggiunto e si mantiene ai primi posti per reddito prodotto, per occupazione, per standard dei servizi.
Il circondario imolese rappresenta un distretto industriale di particolare rilievo, anche e soprattutto per la presenza di numerose ed importanti cooperative che qui sono insediate da svariati decenni (la Cooperativa Ceramica d’Imola fondata nel 1874; la 3 Elle nel 1908; la SACMI nel 1919; la Trascoop dal 1919; la CTI nel 1930; la CEFLA nel 1932; la Capri dal 1946; ecc.).
La durata nel tempo è infatti uno dei caratteri distintivi delle cooperative, che le rende particolarmente sensibili al rapporto col territorio di insediamento.
La storia di queste importanti cooperative è esemplificativa della storia della cooperazione: una formula originale che, conciliando l’attività economica con la solidarietà, ha offerto a migliaia di persone l’opportunità di trovare una risposta alle loro esigenze. Che si sia trattato di difendere il potere di acquisto delle classi meno abbienti o di salvaguardare il lavoro, la cooperazione ha dimostrato, nel corso della sua lunga storia, di saper offrire risposte efficaci a bisogni reali, contribuendo in modo significativo alla costruzione ed alla crescita del Paese, creando ricchezza e sviluppo.
Le cooperative a livello nazionale che oggi aderiscono a Legacoop sono oltre 15.000, con 8 milioni di soci, oltre 400.000 occupati, che realizzano un fatturato di quasi 50 miliardi di Euro. Molte cooperative, e fra queste molte cooperative imolesi, sono imprese di successo ed occupano posizioni di assoluto rilievo nel panorama imprenditoriale nazionale ed internazionale, in vari settori di attività: distribuzione commerciale, edilizia, industria, agroalimentare, servizi. Si tratta di traguardi che è stato possibile raggiungere, superando anche periodi di grande difficoltà, grazie alla tenacia, al sacrificio, alla passione di uomini e donne che si sono uniti ed impegnati insieme per migliorare, di generazione in generazione, le proprie condizioni di vita e quelle della comunità in cui vivevano, tenendo sempre fermi i propri principi e valori. Partecipazione attiva, assunzione condivisa delle responsabilità, solidarietà, democrazia, stabilità dell’impresa sono stati e sono i valori di fondo che ispirano l’esperienza cooperativa.
La cooperazione si è sviluppata poggiando su questi valori. Ne ha fatto il proprio tratto distintivo ed il motore per la creazione di valore economico e sociale, a vantaggio dei socie di tutta la collettività. È in questo che si sostanzia quella funzione sociale della cooperazione fondata sulla mutualità e sull’assenza di finalità speculative, che la costituzione italiana ha formalmente sancito nell’articolo 45.
Anche la cooperazione si trova, naturalmente, di fronte a sfide nuove ed impegnative, che l’evoluzione della società e del mercato pone a tutte le imprese.
Sfide che per noi rappresentano una peculiarità in più. Perché per le cooperative l’efficienza e la competitività, l’essere imprese eccellenti sul mercato, non rappresentano una finalità, ma la condizione per realizzare al meglio la propria missione, per dare risposte efficaci ai bisogni dei soci e della collettività.
Il contesto attuale è di grande complessità sul piano economico e sociale. Noi crediamo che il patrimonio di valori di cui è portatrice la cooperazione, forte e radicato in molte collettività, sicuramente nella comunità imolese, costituisca ancora oggi una risorsa utile per la società.
La cooperazione si sente pertanto chiamata a continuare a sviluppare la sua iniziativa, a rafforzare i tratti della sua identità, del suo ruolo sociale e della sua capacità imprenditoriale, a riaffermare la sua sintonia con i bisogni e le aspettative della società. Si tratta di un impegno che ci ha accompagnato nel corso della nostra lunga storia e che intendiamo confermare, anche in questa occasione, per contribuire ad un futuro di crescita e di progresso, per tutta la comunità del circondario imolese.

Scarica e consulta "La Cooperativa: istruzioni per l'uso" .


Sergio Prati
Presidente Legacoop Imola
 
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