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BUDAPEST - DIARIO DI BORDO 27 SETTEMBRE 2007

Oggi partiamo da ieri sera: cena tipica ungherese su un battello in navigazione sul Danubio.

Molto bello il panorama della città di notte, un po’ meno il cibo, che non è piaciuto a tutti, perchè abituati troppo bene alle specialità emiliano romagnole.

Ma ora passiamo ad oggi. Sveglia alle ore 6 per arrivare puntuali alla visita guidata alla sede del Parlamento. In Ungheria ci sono oltre 350 deputati, di cui il 10% donne, la cui età media è di circa 45 anni (molto inferiore a quella dei colleghi italiani). La guida era fissata con i numeri. Il lampadario centrale ha 205 lampadine, lo scalone ha 96 gradini, così come l’altezza della cupola è di 96 metri, in ricordo dell’896, anno di fondazione dell’Ungheria. Qui si usa dire: “E’ una seduta che vale un sigaro”.
Questo perché lungo il corridoio ci sono portasigari numerati per i parlamentari, che tra una seduta e l’altra escono a fumare.
Se il sigaro è finito, significa che la seduta è stata molto lunga e interessante. Pomeriggio di svago per chi ha fatto shopping e per chi ha optato per le famose terme con piscine all’aperto di acqua calda, tiepida e fredda.

In conclusione, vari aggettivi per descrivere questo viaggio: stancante, culturale, intenso, divertente.

 
BUDAPEST - DIARIO DI BORDO 26 SETTEMBRE 2007
Oggi giornata culturale. Abbiamo visitato alcuni dei luoghi più importanti di Budapest. Per cominciare, siamo stati al castello del re della Transilvania, territorio di 63 mila km quadrati che una volta faceva parte dell’Ungheria.
Nel giardino interno abbiamo fatto parecchie foto alla statua dell’Anonimo notaio del re Béla III; dice la leggenda che toccare la penna che tiene in mano porti fortuna e noi abbiamo voluto provare (speriamo bene!).
Poi abbiamo visto la Piazza degli Eroi, dove si trova il Milite Ignoto, la colonna del Millennio dalla fondazione di Budapest e le statue dei Padri della Patria, tra cui Santo Stefano.
Il percorso è proseguito con la visita alla chiesa dove è stata incoronata la Principessa Sissi.

Eravamo accompagnati da Sofia, una guida del posto che parla italiano e che ha fatto da interprete alla nazionale italiana in occasione della partita di qualificazione agli Europei di calcio.
Della marea di informazioni che ci ha dato, quelle che ci sono rimaste più in mente sono:
- che l’Ungheria è rimasta per 40 anni sotto il regime comunista
- che gli odierni “vicini” abitano su territori che un tempo appartenevano all’Ungheria
- che una volta, nel suo momento di maggior splendore, l’Ungheria si affacciava su ben tre mari (Baltico, Adriatico e Mar Nero)

La parte più bella della giornata è stata però il pomeriggio libero per le vie del centro, alla ricerca di svariati oggetti da portare in Italia.
 
BUDAPEST - DIARIO DI BORDO 25 SETTEMBRE 2007
Oggi è stata una giornata molto impegnativa. In programma c’erano le visite all’ufficio municipale delle pari opportunità e a una associazione che si occupa del reinserimento lavorativo dei ragazzi disagiati.

Nel primo appuntamento è emerso il fatto che i problemi dell’occupazione in Ungheria sono molto simili a quelli dell’Italia (per esempio la difficoltà di trovare lavoro per i neolaureati, la carenza di operai con una qualifica tecnica e la difficoltà dei giovani di sapere con chiarezza cosa fare da grandi).
Sempre nel primo incontro abbiamo anche conosciuto il dirigente di una società di intermediazione che ogni anno pubblica un volume in cui aziende multinazionali si fanno pubblicità a pagamento e in cui vengono date informazioni utili a chi cerca un lavoro.
Oltre all’annuario, questa società fornisce altri servizi come un database gratuito per i ragazzi.

Nel pomeriggio invece abbiamo incontrato il direttore dell’associazione no profit Vargabetü, che segue ragazzi con problemi di inserimento sociale, insegnando loro a diventare sarti, camerieri, commesse, muratori, ma anche imprenditori. Nel tardo pomeriggio abbiamo fatto in tempo a fare un giro alla Cittadella, uno dei punti più alti della città, da cui abbiamo fatto un sacco di foto al panorama di Budapest, spaccata in due dal Danubio.
 
Budapest - Diario di bordo del 24 settembre 2007
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L’arrivo a Budapest è stato un percorso a ostacoli. Due ore e mezza fermi alla dogana, autostrade con toilettes chiuse, ossa rotte dal viaggio. Meno male che a ravvivare la mattinata ci hanno pensato i pasticcini portati da Imola. In tutto abbiamo fatto 13 ore e mezza di viaggio, contando gli imprevisti.

Poi finalmente, Budapest. Attraversando il ponte Ersébet, c’è chi ha pensato alla sinfonia Il Danubio blu, altri invece l’hanno paragonato al Santerno “quando è in piena”. Scherzi a parte, una delle prime cose che abbiamo notato è il traffico assurdo e lo smog. Cosa positiva, invece, il bel tempo (oltre alla birra, meno cara). Per il pranzo, parte del gruppo ha esplorato uno dei più famosi ristoranti tipici della città, di cui si riusciva anche a capire il nome (la lingua ungherese è incomprensibile). I più affamati, invece, hanno optato per hamburger di note catene…

Domani ci aspettano gli incontri ufficiali, ma anche una visita in compagnia di una guida ungherese che parla italiano.

 
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